Blu di Russia

 

 

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BREVI CENNI STORICI (www.cercagatto.it)

 

In Inghilterra, nei secoli scorsi, i gatti di tipo europeo dall’aspetto forte e robusto e dal mantello blu-grigio, erano sempre stati molto popolari ma erano conosciuti anche altri gatti dello stesso colore ma più piccoli e snelli. Nel periodo elisabettiano, a seguito delle relazioni commerciali stabilitesi con la Russia del nord, questi piccoli gatti blu erano arrivati con i marinai che facevano la spola tra l’Inghilterra e il porto di Arkhangelsk e venivano chiamati in vari modi: blu-russi, gatti di Arkhangelo, maltesi o spagnoli blu. Troviamo notizie di questi gatti già in alcune cronache paesane che precedono di vent’anni il primo Cat Show del 1871 al Cristal Palacedi Londra. In quella e in tutte le prime esposizioni feline, tutti i gatti blu a pelo corto venivano raggruppati in un’unica categoria ma i soggetti massicci con testa rotonda, tradizionalmente britannici, raccoglievano sempre i maggiori consensi sia tra i giudici che di pubblico a discapito dei piccolo blu-russi.
Ciò nonostante, l’elegante gatto azzurro proveniente dall’est ebbe sempre i suoi estimatori tra catofili ed allevatori che si adoperarono per allevarli e selezionarli importando nuovi soggetti dalla Russia. Una allevatrice in particolare, Mrs.Carew Cok, si dedicò a questa razza nell’ultimo decennio dell’800. In un libro edito nel 1903 vengono così descritti i suoi gatti “..questi gatti, molti dei quali sono arrivati dalla Russia del nord, hanno una sfumatura blu tale e quale al colore stesso della pelle. Vi sono soggetti più chiari di altri e la loro pelliccia è corta e compatta, morbida, lucente ed argentata. La forma della testa e della faccia è, per la maggior parte di essi, più a punta che rotonda con grandi orecchie e occhi molto distanti. Altri, in minor numero, presentano musi più arrotondati e piccole orecchie”
Dal 1912, i Blu di Russia, chiamati anche foreign blue, si affermarono come razza e furono giudicati nelle esposizioni in una classe a se stante.
Gli eventi bellici della 2^ guerra mondiale interruppero ogni forma di allevamento delle razze feline e nel dopo guerra la razza fu recuperata grazie all’unica linea di sangue che una allevatrice, Mrs. Rochford, era riuscita a mantenere pura.
Purtroppo la scarsezza di soggetti indusse altri allevatori a ad ibridare con gatti siamesi blu-point estremizzando così l’aspetto orientale
Questo look venne approvato dalla federazione britannica nel 1952 ed è questa la ragione per cui ancora oggi possono occasionalmente nascere blu di Russia point dai meravigliosi occhi azzurri. Successivamente un gruppo di allevatori decise di recuperare l’aspetto originario dei blu di Russia basandosi sulle fotografie dei gatti di Mrs. Carew Cox soprattutto il doppio, morbidissimo pelo, peculiare di questa razza. Nel 1966 venne approvato il nuovo standard che dichiarava indesiderabile il tipo siamesoide.

DESCRIZIONE (www.cercagatto.it)
TESTA: cuneiforme, con naso dritto
OCCHI: grandi, a mandorla, color verde brillante
ORECCHIE: lunghe e appuntite
CORPORATURA: muscolosa, ma armoniosa, con le zampe posteriori più lunghe delle anteriori
CODA: media, assottigliata verso la punta
MANTELLO: doppio, con sottopelo folto
DESCRIZIONE MORFOLOGICA (www.cercagatto.it)

 

Il blu-russo è un gatto dalla piccola testa cuneiforme, naso diritto, mento fermo e profilo convesso. I cuscinetti dei baffi sono molto prominenti e le orecchie ben diritte. Gli occhi, di un bel verde brillante, espressivi ed orientaleggianti sono il punto di forza di questi gatti elegante e aggraziati. Il corpo lungo e armonioso ha zampe sottili con piccoli piedi ovali e coda affusolata. Il mantello, peculiare della razza, doppio e morbido come la seta è paragonabile a quello del castoro. Omogeneo nel colore grigio-azzurro, ha riflessi argentati. Intelligente e allegro e affettuoso vive bene in appartamento anche se la folta pelliccia gli permetterebbe di sopportare i rigori del freddo più intenso.
I Blu di Russia erano i gatti degli Zar e si narra che i cosacchi avessero l’usanza di lanciarsi in folli galoppate notturne con i loro fedeli gatti blu aggrappati alle spalle.
La Zarina Elisabetta li allevava nel palazzo di S. Pietroburgo, La Zarina Caterina li regalava agli ambasciatori come dono per i sovrani stranieri. Lo Zar Pietro il Grande, ne aveva uno, amatissimo di nome Vhaskha del quale si hanno notizie negli annali di corte.

 

 

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