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Le cure che ogni proprietario ha il dovere
di rivolgere al proprio cane o gatto non
si
esauriscono con la somministrazione di cibo
ed affetto, ma implicano anche la tutela
e la
salvaguardia della salute dell'animale.
Nel corso di tutta una vita, anche al più
sano dei
soggetti può accadere di dover somministrare
una pastiglia o uno sciroppo, fare
un'iniezione o semplicemente misurare la
temperatura. Quindi dobbiamo essere in grado
di compiere piccole manualità sui
nostri amici che fin dalla più tenera
età devono essere
abituati ad accettare di buon grado questi
piccoli interventi. La fermezza, la pacatezza
e
la dolcezza sono il segreto per ottenere
la più completa collaborazione; così
facendo ben
presto capiranno che questi piccoli gesti
sono fatti nel loro interesse. Certe nozioni
di
pronto soccorso possono rivelarsi utili
anche nei confronti dei poveri cani e gatti
randagi
che giornalmente sono vittime di incidenti
e che chiunque ami realmente gli animali
non
può non sentire l'impulso di aiutare.
Spesso l'intervento tempestivo può
salvare la vita a
queste bestiole. A volte sono gli interventi
effettuati immediatamente dopo l'incidente
ad
essere determinanti per la risoluzione favorevole
del trauma. D'altra parte non bisogna
essere interventisti a tutti i costi ma
occorre agire solo se si sa quello che si
sta facendo e se
si è guidati da regole che, benché
rudimentali e superficiali, seguono un preciso
procedimento logico e clinico. Non bisogna
mai pensare di sostituirsi al veterinario.
L'intervento di pronto soccorso effettuato
da un profano deve avere solo lo scopo di
migliorare le condizioni nell'attesa dell'intervento
specialistico del professionista.

ATTEGGIAMENTI CORRETTI
DA TENERE IN OGNI SITUAZIONE DI EMERGENZA
- NON PERDERE LA CALMA E PRIMA DI MUOVERE
L'ANIMALE PER TRASPORTARLO OSSERVATE
SE RESPIRA BENE, SE VI SONO EMORRAGIE E
SE E' PRESENTE IL BATTITO CARDIACO;
- UN ANIMALE TRAUMATIZZATO PUO' AVERE REAZIONI
INCONTROLLATE PER IL DOLORE E LA
PAURA, QUINDI AVVICINATELO LENTAMENTE PARLANDOGLI
CON DOLCEZZA;
- CERCATE DI TENERE IL SOGGETTO FERMO E
NON PERMETTETEGLI DI COMPIERE MOVIMENTI
BRUSCHI E VIOLENTI, SE NECESSARIO IMMOBILIZZATELO
SEGUENDO I SUGGERIMENTI
SEGUENTI:
- DURANTE IL TRASPORTO DAL VETERINARIO SPOSTATE
L'ANIMALE EVITANDO DI SOLLECITARE
E DI METTERE SOTTO TRAZIONE O TORSIONE LA
COLONNA VERTEBRALE. E' SEMPRE MEGLIO
UTILIZZARE RUDIMENTALI BARELLE O SUPPORTI
RIGIDI;
- NON SOMMINISTRATE RIMEDI CASALINGHI O
FARMACI CONSIGLIATI DA PARENTI O AMICI
PER "SENTITO DIRE";
- PRIMA DI UTILIZZARE QUALUNQUE MEDICINALE
CONSIGLIATEVI TELEFONICAMENTE CON IL
VOSTRO VETERINARIO O CON UN PRONTO SOCCORSO;
- IN CASO DI INCIDENTI O MALESSERI IMPROVVISI
NON PERDETE TEMPO TENTANDO
IMPROBABILI RIMEDI CASERECCI O ASPETTANDO
CHE "SI RISOLVA DA SOLA", MA RECATEVI
IMMEDIATAMENTE DAL VETERINARIO.
- IN CASO DI MALORI OSSERVATE ATTENTAMENTE
L'ATTEGGIAMENTO DELL'ANIMALE IN
MODO DA ESSERE IN GRADO DI FORNIRE INFORMAZIONI
IL PIU' PRECISE POSSIBILI DAL
VETERINARIO.
- SE L'ANIMALE HA AVUTO VOMITO O DIARREA
MENTRE VI RECATE DAL VETERINARIO
PORTATENE UN CAMPIONE CON VOI: POTREBBE
ESSERE UTILE PER LA DIAGNOSI.

COME CONSERVARE LE
FECI PER LE ANALISI?
Le feci prelevate da terra o dalla cassetta
del gatto per l'effettuazione di un esame
paratossicologico devono essere conservate
all'interno degli appositi contenitori ben
sigillati e posti in frigorifero o sul davanzale
del balcone durante la stagione invernale.
Il
campione dovrebbe essere consegnato entro
le 24 ore.

COME AVVIENE IL PRELIEVO
DEL SANGUE?
Il prelievo di sangue venoso può
essere effettuato solo dal veterinario.
Il cane o il gatto
devono essere tenuti a digiuno nelle 12
ore precedenti il prelievo che viene effettuato
da
una vena dell'arto interiore (cefalica),
da una dell'arto posteriore (femorale) o
dalla vena
giugulare del collo.

COME SOMMINISTRARGLI UNO
SCIROPPO?
Lo sciroppo ed i liquidi in genere vanno
somministrati con estrema cautela. La testa
va
mantenuta lievemente sollevata in modo da
favorire la deglutizione. Se l'animale
comincia a divincolarsi o a tossire, interrompete
la somministrazione e lasciate che si
riprenda.

COME FARGLI INGOIARE
UNA PILLOLA?
Il metodo migliore è quello di nascondere
il prodotto all'interno di un boccone di
cibo
molto saporito (prosciutto, formaggio, carne
trita) che mascheri il sapore. Molti soggetti,
ed in particolare i gatti, scoprono il trucco
e rifiutano il boccone o sputano il medicinale:
in
questi casi si deve ricorrere alla somministrazione
forzata. Si deve afferrare il muso con
decisione 8facendo attenzione a non procurare
dolore per non rendere l'animale
sospettoso ed indurlo a rivoltarsi) infilando
il pollice e l'indice della mano sinistra
dietro
ai canini superiori e sollevare la testa:
in questo modo la bocca si apre. A questo
punto si
posa la pastiglia il più profondamente
possibile nel cavo orale, alla base della
lingua e si
mantiene chiusa la bocca per qualche secondo
massaggiando la gola per stimolare il
riflesso della deglutizione.

COME SOMMINISTRARE
UNA SUPPOSTA?
Nel caso in cui sia necessario occorre sollevare
la coda e, una volta inserita la supposta,
riabbassarla immediatamente, tenendola schiacciata
contro l'apertura anale in modo da
impedire che la espella. Questa posizione
va mantenuta per circa 3 minuti.

COME PRATICARE UN'
INIEZIONE SOTTOCUTANEA?
Dopo aver preparato la siringa contenente
il farmaco da iniettare e del cotone imbevuto
di disinfettante si deve avvicinare l'animale
con calma parlandogli e rassicurandolo con
dolcezza. Prima di utilizzare la siringa
bisogna rivolgerla verso l'alto e far uscire
alcune
gocce di prodotto per assicurarsi che l'ago
sia previo, cioè libero. La zona
migliore dove
effettuare le iniezioni sottocutanee è
il costato: basta sollevare con le dita
un"pizzicotto"
di cute e, dopo averla disinfettata, infilarvi
l'ago parallelamente al terreno ed iniettare
il
farmaco. Terminare con un massaggio.

COME PRATICARE UN'
INIEZIONE INTRAMUSCOLARE?
L'esecuzione dell'iniezione intramuscolare
non è così semplice e scevra
da pericoli come
quella sottocutanea. Si deve praticare questo
tipo di intervento nella parte posteriore
della
coscia, a metà altezza fra il bacino
ed il ginocchio ove vi sono delle grandi
masse
muscolari. Si prepara la siringa con il
farmaco ed il cotone con il disinfettante.
Tenere il
cane o il gatto fermi preferibilmente in
posizione sdraiata. Dopo aver accuratamente
disinfettata la parte si infila lentamente
l'ago nella massa muscolare e si aspira
leggermente con lo stantuffo per assicurarsi
di non essere penetrati accidentalmente
in un
vaso sanguigno, segnalato dalla presenza
di sangue all'interno della siringa. Infine
si
inietta il prodotto, si estrae l'ago e con
il cotone si pratica un leggero massaggio
sulla
parte.

COME MISURARGLI LA
FEBBRE?
Nei cani e nei gatti adulti la temperatura
corporea normale è di circa 38-38,2°C,
mentre nei
cuccioli è di circa 38,5-38,8°C.
La temperatura va misurata preferibilmente
al mattino o alla
sera, lontano dai pasti e non immediatamente
dopo una corsa o una passeggiata, al
mattino di solito è più bassa
che non alla sera. Il rilievo termometrico
viene effettuato per
via rettale mediante l'utilizzo di termometri
prismatici per bambini. Prima di utilizzare
il
termometro è opportuno lubrificarlo
con olio di vaselina, al limite quello d'oliva.
Si deve
sollevare la coda ed infilare il termometro
nell'apertura anale avendo l'accortezza
di
tenerlo leggermente obliquo in modo che
il bulbo sia a contatto con la parete del
retto.
Tenerlo in posizione per circa un minuto,
estrarlo e leggere la temperatura.

COME ELIMINARE UN
CORPO ESTRANEO DALLE ZAMPE?
Non è frequente che corpi estranei
come sassolini, schegge di vetro o legno,
spine o spighe
di graminacee si infliggano nelle zampe
di gatti e cani causando zoppicature e lesioni
più
o meno gravi. In particolare le spighe,
i cosiddetti forasacchi, una volta penetrate
nella
cute continuano a progredire dando luogo
alla formazione di tragitti fistolosi che,
se non
curati per tempo, si risolvono solo con
l'intervento chirurgico. Quando l'animale
comincia
a zoppicare o a non appoggiare del tutto
l'arto a terra occorre, innanzitutto esaminare
accuratamente la zampa colpita senza tralasciare
gli spazi interdigitali: l'unico segno
visibile, il più delle volte, è
un piccolo forellino o un taglietto. Una
volta individuata la
porta d'ingresso del corpo estraneo è
possibile tentare di estrarlo schiacciando
i bordi della
ferita aiutandosi con una pinzetta dopo
aver tagliato il pelo attorno alla zona.
Nel caso in
cui il tentativo vada a buon fine, una volta
terminata l'estrazione, è opportuno
disinfettare la ferita con acqua ossigenata
ed applicare una pomata antibiotica per
qualche giorno. In caso di insuccesso, dopo
aver applicato un bendaggio recarsi dal
veterinario.

COME ELIMINARE UN
CORPO ESTRANEO DALLA BOCCA?
Nella bocca dei cani e dei gatti è
possibile ritrovare corpi estranei appuntiti
infissi nella
mucosa o nel palato oppure spaghi o pezzi
di elastico che si arrotolano attorno alla
base
della lingua. Nei cani è più
frequente il riscontro di schegge d'osso
o pezzi di legno
provenienti dai legni lanciati per gioco
dai proprietari. Esaminate accuratamente
la bocca
cominciando dalle labbra e dal vestibolo
labiale e poi aprendo il cavo orale lo si
esamina
attentamente osservando anche sotto la lingua.
Individuato il corpo estraneo rimuovetelo
solo se l'operazione è possibile
senza rischiare di danneggiare ulteriormente
la bocca
dell'animale. Terminata l'operazione controllate
la ferita, e se le sue dimensioni vi
sembrano rilevanti, consultate il veterinario.

COME ELIMINARE UN
CORPO ESTRANEO DALLE ORECCHIE?
Il riscontro di corpi estranei nel condotto
auricolare è più frequente
nei cani con orecchie
pendenti. Nella maggior parte dei casi si
tratta di spighe di graminacee (forasacchi)
che
una volta entrate, a causa della loro particolare
conformazione, difficilmente vengono
eliminate dal cane mediante gli scuotimenti
della testa, ma tendono ad infiggersi sempre
più profondamente fino ad arrivare
al timpano. La presenza di spighe all'interno
del
condotto uditivo causa molto dolore e disagio,
i cani si grattano l'orecchio colpito con
insistenza emettendo guaiti e lamenti e
tengono la testa storta. Mentre un aiuto
tiene
saldamente il cane occorre osservare attentamente
tutto il padiglione auricolare al fine di
evidenziare la presenza di ferite, poi si
osserva il condotto e se si riesce ad individuare
il
corpo estraneo lo si afferra con l'aiuto
di una pinzetta facendo attenzione a non
lasciar
compiere movimenti bruschi al cane. Se la
spiga è situata profondamente nel
condotto
non si deve tentare di estrarla ad ogni
costo poiché si potrebbero causare
delle lesioni al
timpano. In ogni caso dopo l'intervento
ci si deve recare al più presto dal
veterinario.

COSA FARE SE PERDE
SANGUE DAL PADIGLIONE AURICOLARE?
Le lesioni possono essere superficiali o
interessare anche la cartilagine creando
delle vere e
proprie lacerazioni o addirittura distacchi
di parti di padiglione. Possono dar luogo
a delle
emorragie imponenti in quanto si tratta
di una zona molto vascolarizzata, inoltre
l'animale
per il disagio ed il dolore tende a scuotere
la testa impedendo la formazione del coagulo.
Per arrestare la fuoriuscita di sangue occorre
premere con del cotone, meglio se
emostatico, i margini della ferita ed applicarvi
sopra del ghiaccio Una volta fermata
l'emorragia si deve disinfettare la ferita
con acqua ossigenata ed immobilizzare il
padiglione affinché l'animale non
la riapra scuotendo le orecchie.

COSA FARE SE PERDE
SANGUE DAL NASO?
La perdita di sangue dal naso (rinorragia)
nel cane e nel gatto può essere conseguente
a
corpi estranei, traumi, cadute da balconi
o terrazze, a malattie che coinvolgono le
strutture
interne delle cavità nasali (turbinati)
o a difetti dei processi coagulativi del
sangue. Se
l'emorragia è causata da un trauma
superficiale è sufficiente lavare
la parte, applicare del
ghiaccio ed in seguito disinfettare con
acqua ossigenata. Se non è visibile
nessuna ferita
esterna ed il sangue proviene dall'interno
della cavità nasale, bisogna applicare
una borsa
del ghiaccio sulla canna nasale e se si
ha a portata di mano un coagulante in fiale,
praticarne una per via sottocutanea e farne
gocciolare un'altra direttamente nelle narici,
quindi, recarsi immediatamente dal veterinario.

COSA FARE SE PERDE
SANGUE DALLA BOCCA?
Nel cane e nel gatto le perdite di sangue
dalla bocca avvengono in seguito a traumi
del
cavo orale provocati da incidenti. Occorre
osservare le labbra, il vestibolo labiale,
le
gengive ed i denti rimuovendo con un getto
d'acqua fredda l'eventuale sangue presente.
Per esplorare l'interno del cavo orale aprite
la bocca agendo con molta cautela poiché,
se
l'animale ha subito un forte trauma, potrebbe
esservi una frattura della mandibola.
Osservate il palato, in cui si riscontrano
frequentemente fratture longitudinali in
gatti
caduti dai balconi, e la lingua le cui ferite
sono molto sanguinanti. Le ferite sanguinanti
del
cavo orale vanno tamponate con cotone imbevuto
di acqua gelata e comprimendo delle
compresse di cotone, possibilmente emostatico,
sulla parte. Se l'emorragia è imponente
potete iniettare per via sottocutanea un
coagulante ed applicarne alcune gocce
direttamente sulla ferita mentre vi recate
immediatamente dal veterinario.

COME ESEGUIRE UNA
FASCIATURA AD UNA ZAMPA?
Per prima cosa occorre coprire la ferita
con la garza e poi fasciarla con la benda
facendo
compiere a questa delle torsioni su se stessa
ogni tre o quattro giri in modo da rendere
il
bendaggio più saldo. Terminata la
fasciatura si deve applicare il cerotto
in modo da
circondarla lateralmente e dorso-ventralmente
e da ultimo superiormente al margine con
il pelo. Per evitare che l'animale si tolga
la benda è possibile ricoprirla con
una piccola
calza o con una retina estensibile che si
può trovare in farmacia.

COME FASCIARE GLI
ARTI?
La benda va avvolta attorno all'arto facendole
compiere alcune torsioni su se stessa per
tenerla più fissa e coprendo una
superficie più vasta rispetto a quella
della ferita.
Terminata la fasciatura, per impedire che
si muova, occorre fissarla alle estremità
con un
cerotto posto a cavallo tra il bendaggio
ed il pelo. Ricoprire la fasciatura con
le apposite
retine elastiche reperibili in farmacia.

COME FASCIARE UNA
SPALLA?
Dopo aver messo la garza sopra la ferita
ed averla fissata con un cerotto, si deve
procedere alla fasciatura facendo compiere
alla benda diversi giri attorno al collo
ed al
torace, passando anche tra le zampe anteriori
in modo da rendere più saldo il bendaggio.
Per fissarlo è opportuno tagliare
longitudinalmente nella parte centrale l'ultimo
tratto
della benda ed utilizzare i due lembi per
formare un nodo.

COME FASCIARE UNA
COSCIA O I GLUTEI?
In qualunque punto si trovi la ferita, occorre
eseguire una fasciatura che comprenda cosce,
fianchi ed addome. Al termine si deve tagliare
longitudinalmente l'ultimo tratto di benda
ed utilizzare i due lembi per formare un
nodo.

COME FASCIARE UN
OCCHIO?
Applicate direttamente sull'occhio il tampone
di garza sterile che va tenuta in sede con
una fasciatura che deve essere effettuata
passando la benda attorno al collo ed all'orecchio
opposto. Ripetere la stessa operazione nella
parte controlaterale per assicurare maggior
stabilità.

COME IMPEDIRGLI DI
MORDERE LA FASCIATURA?
Spesso cani e gatti non tollerano la presenza
di fasciature e bendaggi e tentano di
toglierseli in tutti i modi. Si può
intervenire con il collare elisabettiano
utilizzabile sia dal
cane che dal gatto con disagi tutto sommato
sopportabili per la maggior parte dei soggetti.
Si tratta di una specie di imbuto di plastica
che viene allacciato attorno al collo
dell'animale in modo da contenere il collo
ed il muso all'interno della parte conica.
Il loro
utilizzo è da limitare alle ore in
cui l'animale non può essere tenuto
sotto controllo. Questi
collari sono reperibili in varie dimensioni
nei negozi specializzati in articoli per
animali.

COME DIAGNOSTICARE
UNA FRATTURA?
Le fratture agli arti si verificano a seguito
di incidenti o maltrattamenti. Il cane o
il gatto
non riescono ne ad appoggiare l'arto fratturato
che appare inerte ed il più delle
volte
gonfio e deformato. Le fratture possono
essere di due tipi: "chiuse" o
"aperte", nel primo
caso la cute ed i tessuti al di sopra dell'osso
fratturato sono intatti, mentre nel secondo
sono lacerati ed i due monconi ossei appaiono
all'esterno.

COME COMPORTARSI
DI FRONTE A FRATTURE APERTE?
Non si devono assolutamente muovere i due
monconi ma occorre limitarsi a pulire la
ferita con acqua ossigenata o acqua bollita
e ricoprire l'arto con una garza sterile
o con un
panno pulito senza tentare di immobilizzarlo
e recarsi immediatamente dal veterinario.

COSA FARE DI FRONTE
AD UNA FRATTURA?
In presenza di un arto fratturato l'intervento
immediato ha lo scopo di limitarne i
movimenti in attesa di giungere dal veterinario.
L'arto fratturato va maneggiato con
estrema delicatezza, senza sottoporlo a
trazioni o torsioni, o peggio tentare di
rimettere in
posizione corretta i monconi ossei. La parte
lesa va protetta con cotone, bende o giornali
su
cui è possibile appoggiare dei supporti
rigidi come stecche di legno o cartone che
devono
essere fissati con del cerotto.

COME TRATTARE UNA
FERITA DA TAGLIO?
Le ferite alle zampe provocano emorragie
piuttosto abbondanti poiché questa
regione è
riccamente vascolarizzata. La prima cosa
da fare è arrestare la fuoriuscita
di sangue: come
laccio emostatico è possibile utilizzare
un fazzoletto, una cravatta o una cintura
che vanno
annodati attorno all'arto dell'animale al
di sopra della ferita. Va allentato ogni
5 minuti e
non deve essere lasciato per più
di mezzora. Se non è possibile ricorrere
subito all'aiuto del
veterinario occorre tagliare il pelo attorno
alla ferita e disinfettarla accuratamente
con
acqua ossigenata, quindi asciugarla ed applicarvi
una pomata antibiotica prima di
bendarla. Terminate queste operazioni si
può togliere il laccio. Se l'emorragia
si arresta e la
ferita non è di grandi dimensioni
è sufficiente cambiare il bendaggio
e rinnovare
l'applicazione della pomata tutti i giorni,
altrimenti è fondamentale l'intervento
del
veterinario. Le ferite presenti sul tronco
vanno lavate, disinfettate con acqua ossigenata
e
tamponate con ghiaccio per fermare l'emorragia.
L'intervento del veterinario è comunque
indispensabile nel caso di ferite ampie
che necessitano punti di sutura.

COSA FARE IN CASO
DI FERITA DA MORSO?
Le ferite da morso sono frequenti nei cani
e e nei gatti in seguito a colluttazioni.
Se la
ferita è di circa due centimetri
di lunghezza e poco profonda è sufficiente
tagliare
accuratamente il pelo ai margini della lesione
e, dopo aver disinfettato con acqua
ossigenata, applicare una pomata antibiotica.
In questi casi una sutura non solo non è
necessaria, ma è sconsigliabile poiché
non consente l'allontanamento di eventuali
raccolte
sierose, ematiche o purulente. Nei giorni
successivi si deve tenere pulita la parte
mediante
lavaggi con acqua ed amuchina e schiacciare
dolcemente la zona circostante per fare
fuoriuscire i liquidi che possono formarsi
e ripetere l'applicazione della pomata due
volte
al dì, somministrando, se vi è
un interessamento dei tessuti circostanti,
degli antibiotici per
via generale. Se la ferita è ampia
e vi è uno scollamento di una larga
parte dei tessuti
sottostante occorre lavare e disinfettare
la parte; se è il caso, limitare
l'emorragia
applicando compresse di ghiaccio e cotone
emostatico e ricorrere immediatamente
all'intervento del veterinario.

COSA FARE IN CASO
DI PUNTURA DI INSETTO?
Le punture d'insetto a volte causano nei
cani e nei gatti una sintomatologia che
mette in
grave allarme i proprietari. L'animale incomincia
improvvisamente a gemere ed a
sfregarsi il muso, che nel giro di pochi
minuti si gonfia a tal punto da rendere
l'animale
irriconoscibile e da ridurre gli occhi a
due sottili fessure. Si tratta di attacchi
allergici
provocati dalle sostanze tossiche prodotte
da ragni, api e calabroni. In rari casi
l'edema
può estendersi alla bocca, alla laringe
ed alla faringe causando delle difficoltà
respiratorie
a volte con conseguenze drammatiche. Se
si riesce ad individuare il luogo preciso
della
puntura occorre controllare che non vi sia
rimasto infisso il pungiglione, che di dovrà
rimuovere con una pinzetta. Sul luogo della
puntura applicare del ghiaccio o compresse
di
acqua fredda. La terapia per via generale
è basata sulla somministrazione di
cortisone per
mezzo di un'iniezione sottocutanea. In assenza
di miglioramenti la terapia può essere
ripetuta dopo 8-10 ore. Nella maggior parte
dei casi la sintomatologia scompare dopo
24 al
massimo 36 ore, in ogni caso è bene
contattare contattare il veterinario.

AVVELENAMENTI
Gli avvelenamenti e le intossicazioni il
più delle volte sono trattate dal
veterinario con
terapie sintomatiche (cioè destinate
a combattere i sintomi) e con generiche
terapie
disintossicanti. Questo perché molte
volte la sostanza responsabile dell'avvelenamento
rimane sconosciuta ed in altri casi non
è disponibile l'antidoto verso un
determinato
tossico.

COME AGIRE IN CASO
DI INGESTIONE DI SOSTANZE TOSSICHE?
Sia nel caso di ingestione di sostanze che
di piante velenose possono comparire le
più
disparate alterazioni a seconda dell'azione
del principio tossico. I sintomi più
comuni
sono:
- rifiuto assoluto del cibo, vomito e diarrea
(a volte con sangue); possono essere anche
presenti: ecchimosi diffuse sul corpo (avvelenamento
da topicidi anticoagulanti)
aumento della salivazione, tremori muscolari
e convulsioni;
- in altri casi l'animale può apparire
fortemente depresso o addirittura incosciente,
con le
pupille dilatate ed avere una temperatura
corporea al di sotto della norma. Non ricorrete
a
rimedi casalinghi, come la somministrazione
di latte che in alcuni casi può peggiorare
la
situazione favorendo l'assorbimento del
tossico, o quello di indurre il vomito,
che in caso
di ingestione di caustici può aumentare
l'entità delle lesioni. Occorre comunque
recarsi
con urgenza dal veterinario.

COME AGIRE IN CASO
DI CONTATTO CON UN TOSSICO?
Le sostanze tossiche possono, pur non essendo
ingerite, espletare la loro azione da
contatto con il corpo dell'animale (cute,
occhi, bocca). In questi casi è fondamentale
detergere accuratamente la zona colpita
con acqua tiepida e sapone neutro. Se risultasse
impossibile la rimozione del prodotto (vernici,
catrame) non si deve ricorrere all'utilizzo
di solventi, ma si taglia il pelo imbrattato.
La lesione deve essere medicata con una
pomata
antibiotica, coperta con una garza e sottoposta
ad un controllo dal veterinario.

COME CURARE USTIONI
E SCOTTATURE?
Nei cani e nei gatti le ustioni possono
essere causate da incidenti domestici: contatto
con
acqua, caffè od olio bollenti e da
eccessiva esposizione al calore del phon
dopo i lavaggi.
Frequentemente nei gatti randagi, l'ustione
è provocata dal passaggio degli animali
su
parti surriscaldate delle automobili. La
gravità delle ustioni si valuta in
base alla loro
estensione e profondità. Nelle ustioni
superficiali il pelo appare bruciacchiato
e la cute è
arrossata e coperta di vescicole (rigonfiamenti
dell'epidermide pieni di liquido chiaro)
a
cui fanno seguito delle croste. In questi
casi è opportuno applicare immediatamente
sulla
lesione dell'acqua fredda o delle compresse
di ghiaccio per una ventina di minuti ed
in
seguito applicare un'apposita pomata contro
le bruciature. Le ustioni profonde sono
caratterizzate dalla sofferenza degli strati
più profondi della cute che appare
erosa e di
colorito nerastro o biancastro a causa della
morte dei tessuti. In questi casi occorre
detergere la lesione usando abbondante acqua
fredda, spruzzata con siringhe,
precedentemente bollita e ricoprirla con
garze sterili in attesa dell'assistenza
veterinaria
che va ricercata con la massima urgenza.

COSA FARE SE HA LE
CONVULSIONI?
Le convulsioni nel cane e nel gatto sono
causate da improvvisi e repentini disturbi
dell'attività cerebrale e si presentano
con contrazioni e tremori che interessano
tutto il
corpo. Durante gli attacchi convulsivi,
che possono durare da pochi secondi a qualche
minuto, gli animali oltre ad essere incoscienti
possono perdere feci ed urina. Le crisi
possono presentarsi una sola volta nella
vita o ripetersi con una frequenza variabile
da
poche volte l'anno a molte volte in un giorno
a seconda delle cause che possono essere
molte: disturbi genetici, metabolici, malattie
infettive o congenite. La comparsa di un
attacco convulsivo rappresenta sempre un
fatto drammatico per i proprietari che ne
restano molto impressionati. Occorre restare
calmi poiché nella maggior parte
dei casi la
crisi cessa spontaneamente. Si devono allontanare
dall'animale tutti gli oggetti che
potrebbero ferirlo e coprirlo con una coperta
evitando di fare rumore per non aggravare
il
suo stato psichico. Non bisogna scuoterlo,
ma occorre parlargli a bassa voce con dolcezza.
La terapia degli attacchi convulsivi richiede
sempre l'intervento del veterinario, solo
nei
rari casi in cui la crisi non accenna a
fermarsi ed il medico non può intervenire
prontamente è necessario praticare
del sedativo per via sottocutanea.

COSA FARE IN CASO
DI COLPO DI CALORE?
Nei cani e nei gatti i colpi di calore si
verificano soprattutto quando vengono lasciati
in
ambienti chiusi e poco ventilati come un'autovettura
in sosta durante le giornate estive o,
per quanto riguarda i cani, quando vengono
sottoposti a sforzi eccessivi (corse dietro
veicoli o biciclette) in giornate particolarmente
calde. I nostri animali non possono
contrastare l'aumento della temperatura
corporea attraverso il sudore come fa l'uomo,
l'unico mezzo a loro disposizione è
l'aumento della frequenza respiratoria che
però in
molti casi non è sufficiente. Quando
si trova chiuso all'interno dell'auto incomincia
ad
avere caldo, si agita e si sente soffocare,
le mucose paonazze, gli occhi fuori dalle
orbite, la
lingua a penzoloni, il suo respiro sempre
più affannoso surriscalda l'aria
nell'abitacolo e
consuma l'ossigeno presente: la morte è
per asfissia. Occorre intervenire tempestivamente
con impacchi di acqua gelata sulla testa
ed immergere tutto il suo corpo in acqua
fredda
per cercare di riportare la temperatura
a valori normali. Ci si deve recare immediatamente
dal veterinario e nel frattempo iniettare
per via sottocutanea dei corticosteroidi
per
contrastare il collasso cardiocircolatorio.
Un'importantissima raccomandazione al fine
di
prevenire questi incidenti è quella
di non lasciare mai gli animali in macchina
nei mesi
caldi, o almeno parcheggiare all'ombra e
con i finestrini aperti non lasciandoli
a lungo e di
non sottoporli mai a sforzi eccessivi nelle
giornate estive.

COSA FARE IN CASO
DI CONGELAMENTO?
I cani ed i gatti essendo dotati di pelo,
sono piuttosto resistenti alle basse temperature.
Se
però sono bagnati si possono verificare
dei danni all'organismo; quindi le cadute
in
laghetti o stagni o le lunghe permanenze
nella neve possono essere pericolose per
i nostri
amici. La temperatura corporea si abbassa
pericolosamente e se non viene riportata
a
valori normali in breve tempo possono essere
compromesse le attività vitali con
rischio di
vita. Alcune aree del corpo possono andare
incontro a congelamento: le parti più
colpite
sono le orecchie, la coda, gli arti e gli
organi genitali in quanto sono meno protetti
dal pelo
ed hanno un maggior scambio di calore con
l'esterno. La zona colpita è insensibile
e può
apparire di colorito scuro a causa della
mancanza di circolazione sanguigna e della
morte
dei tessuti. Si deve immediatamente intervenire
da una parte riscaldando l'organismo e
dall'altra tentando di ripristinare la circolazione
nella zona colpita da congelamento. Si
deve trasportare l'animale in un ambiente
caldo, avvolgerlo in una coperta e riscaldarlo
con delle borse dell'acqua calda. Se misurando
la temperatura rettale si dovesse osservate
ipotermia (36-37 °C) si deve immergere
lo sfortunato amico in una vasca con acqua
calda
e poi asciugarlo accuratamente con phon.
Sulla parte congelata si deve applicare
del calore
umido, come ad esempio degli stracci inumiditi
con del vapore. Si deve agire con
delicatezza senza sfregare i tessuti per
non creare danni e non si deve applicare
alcun
farmaco prima dell'arrivo del veterinario.

COSA FARE IN CASO
DI ANNEGAMENTO?
I casi di annegamento nei cani e nei gatti
non sono molto frequenti , in quanto sanno
nuotare istintivamente. Può accadere
però che un animale cadendo in acqua
subisca dei
traumi che gli rendono impossibile il nuoto
o, ancora, che non riesca ad uscire dall'acqua
e
si sfinisca finendo con l'affogare, come
accade a quei soggetti che cadono nelle
piscine o
nei corsi d'acqua con forti correnti e argini
molto ripidi. La prima cosa da fare è
quella di
allontanare l'acqua presente nei polmoni.
Se si tratta di un gatto o di un cane di
piccola
taglia l'ideale è metterlo a testa
in giù sollevandolo per gli arti
posteriori comprimendo
con una mano il torace per 2-3 secondi più
volte per facilitare la fuoriuscita dell'acqua.
Nei
cani di grossa taglia deve essere effettuato
lo stesso massaggio, utilizzando entrambe
le
mani, mentre sono sdraiati su di un lato
con la testa tenuta più bassa del
corpo. La ripresa
della respirazione è segnalata dalla
comparsa dei movimenti respiratori e da
colpi di tosse.
Se non si dovessero verificare occorre praticare
la respirazione artificiale in attesa
dell'intervento del veterinario.

COSA FARE IN CASO
DI MORSO DI VIPERA?
Le vipere rappresentano un grave pericolo
per i cani che quando hanno la fortuna di
poter girovagare per i boschi ficcano il
muso negli anfratti e nei cespugli dove
questi
rettili sono soliti nascondersi. Oltre che
velenoso il morso della vipera è
molto doloroso:
l'animale, se non muore sull'istante, incomincia
a gemere e guaire disperatamente. La
gravità del morso dipende dalla sede
colpita, in cui la circolazione sanguigna
può essere
più o meno abbondante, dalla quantità
del veleno inoculato, dalla specie a cui
appartiene
la vipera, dalla stagione, dall'ipersensibilità
individuale al veleno e dall'età
e dalla taglia
del cane. La zona colpita appare tumefatta,
calda, dolente e visi possono individuare
due
forellini lasciati dai denti del rettile,
circondati da piccole emorragie. Una volta
individuata la sede del morso occorre agire
tempestivamente per impedire che il veleno
si
diffonda nell'organismo applicando un laccio
di 5 centimetri sopra la ferita senza
stringerlo molto per non fermare la circolazione
arteriosa e allentando ogni 5 minuti
circa. A questo punto si deve procedere
ad allontanare la maggior quantità
possibile di
veleno praticando, con molta cautela in
modo da non ledere i grossi vasi sanguigni,
un
taglio a croce profondo 2-3 mm sulla ferita
e schiacciando la parte con le dita in modo
da
far sanguinare la ferita. In seguito la
lesione va lavata e disinfettata con abbondante
acqua ossigenata. A questo punto , se lo
si ha a disposizione, occorre iniettare
il siero
antiofidico metà attorno alla ferita
e, dopo 10 minuti se non si sono verificate
reazioni
allergiche, l'altra metà per via
intramuscolare. Ora si può levare
il laccio e praticare
un'iniezione di cortico-steroidi per via
intramuscolare per combattere lo stato di
shock. Il
cane va comunque trasportato dal veterinario
al più presto.

COSA FARE IN CASO
DI FOLGORAZIONE ELETTRICA?
La curiosità e la tendenza a rosicchiare
tutto ciò che trovano, fanno si che
i cani ed i gatti,
in particolare se cuccioli, corrano spesso
il rischio di venire a contatto con fili
elettrici e
prese di corrente che purtroppo non sempre
sono adeguatamente protetti. Nella
maggior parte dei casi le lesioni sono localizzate
a livello del cavo orale e si presentano
come ustioni, mentre gli effetti del passaggio
dell'elettricità nell'organismo si
manifestano
con shok, diminuzione della pressione sanguigna,
alterazione dell'attività cardiaca
e
perdita di coscienza. Se uno dei nostri
amici ha subito uno shok elettrico la situazione
è
grave e occorre agire tempestivamente. La
gravità dei sintomi generali dipende
dall'intensità e dalla durata della
scossa: l'animale può presentare
contrazioni muscolari,
convulsioni, fibrillazione cardiaca, edema
polmonare e stato di incoscienza. Se il
soggetto
non dà alcun segno di vita occorre
praticare il massaggio cardiaco e la respirazione
artificiale in attesa dell'intervento del
veterinario.

COSA FARE IN CASO
DI INGESTIONE DI CORPI ESTRANEI?
I cuccioli sia di cane che di gatto hanno
la tendenza a giocare con gli oggetti più
disparati e
di ingerirli. I corpi appuntiti ( lische
di pesce, ossa di pollo) si possono conficcare
nel
palato, nella lingua o fra i denti, causando
una sintomatologia drammatica: l'animale
porta
le zampe anteriori verso il muso come se
tentasse di strappare qualche cosa alla
bocca, ha
conati di vomito e segni di soffocamento.
Con calma e cautela una persona afferra
la testa
dell'animale con la mano sinistra, mentre
con l'indice della mano destra abbassa la
mandibola inferiore. Un'altra persona individuato
il corpo estraneo, può tentare di
estrarlo
con una pinzetta. Se non si riesce a risolvere
la situazione occorre ricorrere prontamente
all'aiuto del veterinario. I corpi estranei
in molti casi progrediscono lungo l'apparato
digerente e si possono fermare nello stomaco
o nell'intestino. In questi casi la
sintomatologia si instaura più lentamente
ma non per questo è meno grave: vomito
irrefrenabile, in particolare dopo assunzione
di acqua, rifiuto del cibo, assenza di
defecazione e profondo abbattimento. Non
si deve assolutamente tentare di indurre
il
vomito o somministrare purganti nel tentativo
di far espellere il corpo estraneo poichè
si
potrebbero provocare gravissimi danni. Solo
l'intervento del veterinario può
affrontare la
situazione.

COSA FARE IN CASO
DI LOCALIZZAZIONE DI UN CORPO ESTRANEO NELL'APPARATO
RESPIRATORIO?
Se un corpo estraneo si inserisce nella
faringe o nella trachea l'animale è
agitato, ansima,
tiene la testa estesa in avanti, perde abbondante
saliva dalla bocca e la lingua può
apparire
bluastra: la situazione è di grave
emergenza e bisogna gire con tempestività.
Per prima
cosa occorre spalancare la bocca dell'animale
afferrando con la mano sinistra la mandibola
superiore mentre con la destra si abbassa
quella inferiore e, se è possibile
individuare
l'oggetto e tentare di estrarlo. Se questo
tentativo dovesse fallire occorre afferrare
il
soggetto per gli arti posteriori e rivoltarlo
con la testa verso il basso scuotendolo
energicamente e, se ciò non dovesse
bastare, comprimendogli il torace con le
mani. Se si
tratta di un cane di grosse dimensioni e
proprio non riuscite a sollevarlo è
possibile
sdraiarlo da un lato e comprimergli il torace
ritmicamente per favorire l'espulsione del
corpo estraneo. In queste occasioni ogni
minuto è prezioso e bisogna agire
nel modo più
rapido e deciso possibile.

COSA FARE IN CASO
DI PROLASSO?
Nei cuccioli e nei gattini può verificarsi
il prolasso del retto che può essere
di natura
congenita o conseguente a gravi forme di
diarrea. A livello dell'apertura anale è
possibile
osservare un tratto di mucosa intestinale,
di varia lunghezza a seconda della gravità
della
lesione, che protende all'esterno. In questi
casi bisogna astenersi da qualunque intervento,
ma coprire la parte con una garza sterile
e rivolgersi immediatamente al veterinario.

COSA FARE IN CASO
DI INCIDENTE STRADALE?
Quando un animale viene investito da un'auto
la prima cosa da fare è quella di
provvedere a trasportarlo dal veterinario.
Nel frattempo, senza perdere la calma occorre
constatare se il soggetto è ancora
in vita e la gravità delle lesioni
riportate, controllando:
- l'attività respiratoria;
- il battito cardiaco;
- l'eventuale presenza di emorragie interne.
Se non dovessero essere presenti le funzioni
vitali si può tentare di rianimare
il soggetto
praticando la respirazione artificiale ed
il massaggio cardiaco nell'attesa dell'intervento
del
veterinario.

COME TRASPORTARE
UN ANIMALE FERITO?
Il corretto trasporto del ferito riveste
una grande importanza in quanto dei movimenti
scorretti ed avventati potrebbero creare
delle lesioni od aggravare quelle già
presenti. Il
metodo migliore è quello di utilizzare
una barella che può essere costruita
estemporaneamente utilizzando un tappeto,
una giacca o un golf. Il paziente va adagiato
con ogni cautela, facendo soprattutto attenzione
a non far subire bruschi movimenti alla
spina dorsale, sulla rudimentale barella
che deve essere sollevata da tutte e quattro
le
estremità contemporaneamente. Un
altro ottimo trasporto può essere
costituito da
qualunque supporto rigido come un asse di
legno o di cartone su cui far scivolare
lentamente l'animale. Se non si ha nulla
a disposizione e non vi è nessun
aiuto occorre
trasportare il ferito in braccio. Se è
di piccola taglia gli si deve porre un braccio
attorno al
collo e l'altro sotto il torace facendo
attenzione a non schiacciare le ferite (se
la lesione fosse
sul torace occorre non comprimere quest'ultimo).
I gatti devono essere avvolti in una
coperta o un asciugamano per evitare che
si divincolino. Se si tratta di un cane
di grossa
taglia l'ideale è cingerlo con le
braccia, anteriormente all'altezza delle
scapole e
posteriormente attorno alle cosce.

QUANDO SI DEVE SOSPETTARE
UN' EMORRAGIA INTERNA?
A seguito di incidenti stradali o cadute
si possono verificare delle emorragie interne
che
colpiscono gli organi o i vasi presenti
nella cavità addominale o toracica
mettendo in grave
pericolo la vita dell'animale.
I sintomi sono rappresentati da stato di
incoscienza, polso debole, battito cardiaco
appena
percettibile e mucose degli occhi e della
bocca molto pallide. In questi casi non
tentate di
fare nulla ma recatevi immediatamente nel
più vicino pronto soccorso.

COME VALUTARE IL
RESPIRO?
A seguito di un grave trauma è importante
valutare le caratteristiche del respiro:
presenza
o meno di movimenti respiratori, loro frequenza
e tipo. Si deve osservare la cassa toracica
e controllare che si abbassi e si alzi con
regolarità e ritmo. Un respiro molto
superficiale
con movimenti del torace brevi e veloci
può indicare lesioni che provocano
dolori a livello
di apparato respiratorio, mentre un esagerato
coinvolgimento della muscolatura
addominale durante gli atti respiratori
può indicare un'ernia diaframmatica
o un
versamento di liquidi a livello polmonare.

COME PERCEPIRE IL
POLSO?
Nel cane e nel gatto il polso si percepisce
sull'arteria femorale. Si devono appoggiare
il
dito medio, l'indice e l'anulare della mano
destra sul lato interno della coscia circa
all'altezza dell'inguine e si devono far
scorrere senza esercitare una forte pressione
fino a
che non si percepisce un "cordoncino"
che rappresenta l'arteria. (vedi foto sotto)
A questo punto ci si deve soffermare esercitando
una pressione molto lieve fino a che non
si sentono le pulsazioni dell'arteria individuabili
come delle vibrazioni ritmiche.

COME PERCEPIRE IL
BATTITO CARDIACO?
L'arresto dell'attività cardiaca
è un evento drammatico che si conclude
certamente con la
morte dell'animale se non viene attuato
un intervento immediato che, benché
effettuato in
condizioni disperate, a volte riesce a risollevare
le sorti del paziente. A volte l'interruzione
dei battiti cardiaci è accompagnato
da arresto del respiro, involontaria perdita
di urina e
feci e dilatazione delle pupille: sintomi
drammatici che preludono alla morte del
soggetto.
Mettendo l'animale sdraiato su di un fianco
il battito cardiaco può essere percepito
spostando in avanti l'arto anteriore ed
appoggiando il palmo della mano sul torace,
posteriormente al gomito.

COME PRATICARE LA
RESPIRAZIONE ARTIFICIALE ED IL MASSAGGIO
CARDIACO?
La respirazione artificiale rappresenta
un tentativo estremo di salvare la vita
all'animale,
quindi occorre agire con tempestività
ma anche con calma e decisione. Il soggetto
deve
essere sdraiato su di un fianco con la testa
leggermente estesa sul collo. L'aria deve
essere
immessa nelle vie nasali, tenendo ben chiusa
la bocca, oppure nel cavo orale tenendo
chiuse le narici. Si deve soffiare con una
certa forza per 2-3 secondi osservando il
sollevamento del torace che va successivamente
aiutato a svuotarsi comprimendolo dopo
aver tolto le mani dalle cavità nasali
e dalla bocca. Si devono far compiere da
7 a 10 atti
respiratori al minuto fino a che la respirazione
non riprende spontaneamente. Quando il
battito cardiaco non è percepibile
e la funzionalità del cuore è
cessata occorre intervenire
immediatamente con il massaggio cardiaco
, che è l'unico intervento che in
situazioni
estreme può salvare la vita dell'animale.
Con il soggetto sdraiato sul lato si deve
appoggiare il palmo della mano (o di tutte
e due se si tratta di un animale di grande
taglia, sul torace) subito dietro al gomito
esercitando una serie di 60 compressioni
al
minuto.
Negli animali di taglia piccola, come gatti
e cani nani la compressione può essere
effettuata monomanualmente afferrando il
torace all'altezza del cuore, dietro i gomiti,
con una sola mano e comprimendo ritmicamente.
Mentre si comprime si deve contare fino
a 2 mentre solo fino ad 1 quando si rilascia.
Spesso nei traumi molto gravi l'arresto
cardiaco si accompagna a quello respiratorio
quindi il massaggio cardiaco va eseguito
unitamente alla respirazione artificiale
eseguendo una respirazione circa ogni 5
compressioni di stimolazione cardiaca. Si
tratta sempre di situazioni di grave emergenza,
quindi tutte queste operazioni vanno eseguite
mentre ci si reca urgentemente ad un
pronto soccorso o dal veterinario.
Realizzato interamente dal GRUPPO BAIRO
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